Luogosanto, palazzo di Baldu

Luogosanto, palazzo di Baldu

Come arrivare
Da Tempio Pausania si percorre la SS 133 sino a Luogosanto, si prende la strada per Arzachena e la si percorre per circa 1 km, quindi svoltare sulla s. seguendo le indicazioni.

Il contesto ambientale
Il sito è immerso nella vegetazione, in località Santu Stevanu.

Descrizione
Le indagini archeologiche hanno consentito l'individuazione di tre unità principali: il complesso edilizio che comprende il cosiddetto Palazzo di Baldu e gli edifici ad esso pertinenti; la chiesa di Santo Stefano; la fornace.
Il nucleo più vasto (1600 mq circa) è costituito da 16 ambienti a pianta rettangolare che formano un recinto pentagonale attorno ad un ampio cortile (780 mq circa), verso il quale erano rivolti gli ingressi.
La parte S/E del piazzale interno è occupata dalla costruzione a pianta quadrilatera (m 9,20 per lato), di cui si conservano i muri perimetrali per circa 10 m di altezza, articolata in origine su tre piani e dotata di un terrazzo, provvista di una scalinata esterna per raggiungere l'accesso principale e di un basamento a scarpa. La tecnica edilizia con cui è stato realizzato indicano notevole perizia costruttiva e richiamano le chiese romaniche in granito della Gallura e della Corsica.
Lo scavo della piccola costruzione a pianta circolare, ubicata circa 25 m a S della chiesa di Santo Stefano, ha restituito una fornace, utilizzata per la cottura di materiale fittile. La struttura, di circa 3 m di diametro, risulta realizzata con piccole pietre di granito e, in alcune parti, con mattoni. Numerosi scarti di lavorazione, soprattutto coppi rovinati da una cattiva cottura, sono stati ritrovati in prossimità dell'impianto artigianale.
L'analisi dei manufatti ha permesso di accertare l'importazione di prodotti ceramici da diverse aree del bacino del Mediterraneo. Oltre ad oggetti ceramici realizzati in loco o in ambito regionale, la stratigrafia ha restituito manufatti prodotti in Toscana, Liguria, Spagna e Islam occidentale tra il XII ed il XV secolo.
I reperti forniscono indicazioni utili per risalire alla funzione dei diversi vani dell'isolato: per esempio in un vano della zona N/E si è riscontrata una forte concentrazione di chiodi e punteruoli in ferro; invece l'ambiente adiacente, collegato direttamente con l'esterno del complesso ha restituito staffe e finimenti per cavalli. In altre costruzioni erano presenti oggetti come lampade vitree decorate, che potrebbero indicare una condizione sociale elevata per i proprietari della residenza.

Galleria fotografica


Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli studi
Nel 1999, durante gli interventi di consolidamento e di scavo archeologico (direzione scientifica di Daniela Rovina e assistenza di Andrea Coletti), vennero alla luce tre ambienti ad E dei ruderi della torre denominata "Palazzo di Baldu". Nei periodi giugno-novembre 2001 e giugno-settembre 2002 sono state effettuate le campagne di scavo curate dalla Soprintendenza Archeologica per le province di Sassari e Nuoro (direzione scientifica di Angela Antona e assistenza di Fabio Pinna).

Bibliografia
F. Pinna, "Un villaggio medioevale nel cuore della Gallura", in Almanacco Gallurese, 10, 2002-03, pp. 77-84;
F. Pinna, "Luogosanto, scavi archeologici nell'area del Palazzo di Baldu", in Aristeo, I, 2004, pp. 319-321;
F. Pinna, "Organizzazione spaziale e relazioni commerciali di un abitato medievale della Gallura. Nota sugli scavi archeologici nell'area del Palazzo di Baldu (Luogosanto)", in Actes du 128e Congrés du CTHS. Relations, échanges, et coopération en Méditerranée, Études Corses, 60, septembre 2005, pp. 85-103.