Selargius, chiesa di San Giuliano

Selargius, Chiesa di San Giuliano

Come arrivare
L'abitato di Selargius è contiguo alla città di Cagliari, facilmente raggiungibile dal capoluogo percorrendo viale Marconi. La chiesa di San Giuliano è nell'abitato, a breve distanza dalla parrocchiale.

Il contesto ambientale
Il territorio di Selargius risulta intensamente abitato fin dall'età preistorica. La chiesa di San Giuliano, forse antica parrocchiale del paese, è oggi utilizzata come oratorio dalla confraternita della Madonna del Rosario. Nell'ambito del restauro, operato alla fine degli anni ottanta del secolo scorso, sono state individuate tracce archeologiche dall'età preistorica a quella postmedioevale. Una serie di sepolture ha restituito corredi funerari del XII-XIII secolo e fra l'altro anche un'insegna plumbea di pellegrinaggio romeo.

Descrizione
La chiesa di San Giuliano è celebre per l'ambientazione, al suo interno, del suggestivo ''matrimonio selargino'', che si avvale del fascino arcaico e assieme tradizionale emanato dalle sue forme romaniche.
Mancano notizie documentarie sull'impianto della chiesa, che risale presumibilmente al XII secolo. In quello successivo fu rimaneggiata, con ricostruzione dell'abside. La facciata è preceduta da un portico cinque-seicentesco.
L'aula è trinavata, con copertura lignea a capriate nella navata centrale, a falde nelle navate laterali. Le tre navate sono divise da archi su tozze colonne calcaree di spoglio. I capitelli sono di reimpiego.
Al centro della facciata si apre il portale, architravato con lunetta sopraccigliata impostata su peducci zoomorfi. In entrambi i frontoni si trova una bifora.
L'abside è scandita in specchi da lesene a soffietto, con una monofora. Una serie di archetti ne corona il terminale, come pure quelli della navata mediana.

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Storia degli studi
Per la chiesa di San Giuliano si può consultare la voce ''Selargius'' (1949) di Vittorio Angius, nel ''Dizionario'' del Casalis, seguita dallo studio di Dionigi Scano (1907). Di molto successivo è l'articolo di Giuseppe Nieddu (1987), dedicato ai capitelli di età romana riutilizzati nell'aula. Nel 1989 esce l'articolo di Paolo Serra, Renata Serra e Roberto Coroneo, nel quale si dà conto dei risultati degli scavi archeologici nell'area e all'interno della chiesa. Su quest'ultima in particolare si possono leggere le schede nel volume di Renata Serra (1989) e di Roberto Coroneo (1993) sull'architettura romanica in Sardegna.

Bibliografia
V. Angius, ''Selargius'', in G. Casalis Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XVIII, Torino, G. Maspero, 1849, p. 796;
D. Scano, Storia dell'Arte in Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari-Sassari, Montorsi, 1907, p. 332;
G. Nieddu, ''I capitelli romani della chiesa di S. Giuliano in Selargius'', in Quaderni della Sopraintendenza Archeologica per le province di Cagliari e Oristano, IV, 1987, parte II , pp. 43-50;
A. Pasolini-G. Stefani-E. Strati, La chiesa di San Giuliano a Selargius. XIII sec., Cagliari, 1988;
P.B. Serra-R. Coroneo-R. Serra, ''S. Giuliano di Selargius (Cagliari)'', in Quaderni della Soprintendenza Archeologica per le provincie di Cagliari e Oristano, 6, 1989, pp. 227-259;
R. Serra, La Sardegna, collana ''Italia romanica'', Milano, Jaca Book, 1989, pp. 345-346;
A. Sari, ''Gioiello di pietra'', in Sardegna Fieristica, 1991, senza pagine;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana ''Storia dell'arte in Sardegna'', Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 72;
R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana ''Patrimonio artistico italiano'', Milano, Jaca Book, 2004, pp. 260-261;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 95.