Immagine non disponibile

Ittireddu, Chiesa di San Giacomo

Come arrivare
Si lascia la SS 131 in prossimità di Giave, per imboccare la SS 128 bis. Superato l'abitato di Mores si prosegue verso Ozieri e si incontra sulla d. il bivio per Ittireddu. La chiesa di San Giacomo è nell'agro a S del paese, nella zona detta di Sant'Elena, raggiungibile anche dalla SS 128 bis seguendo le indicazioni per Pont'Ezzu.

Il contesto ambientale
Il territorio di Ittireddu ha restituito tracce archeologiche che attestano la continuità insediativa a partire dal Neolitico recente. Il toponimo Ithir è documentato nelle carte del "Condaghe di San Pietro di Silki" (XI-XIII secolo). La chiesa di San Giacomo risale all'età giudicale.

Descrizione
La chiesa di San Giacomo ha forme romaniche ascrivibili alla prima metà del XIII secolo. La lettura delle murature originarie, in pietra calcarea locale, è ostacolata da corpi di fabbrica successiva. La facciata è frutto di restauri eseguiti in maniera scorretta e pertanto non rispecchia l'originario prospetto romanico.
La pianta longitudinale è sviluppata lungo circa 12 m. La facciata è coronata da un campanile a vela. L'unico portale è del tipo con architrave non monolitico gravante sulle murature perimetrali. Nel fianco N si trovavano un portale del tipo architravato e lunettato con arco di scarico a sesto rialzato attualmente murato e una monofora anch'essa archiacuta e strombata a sguanci lisci sia all'esterno sia all'interno. Rivolta a S/E, la navata è chiusa dall'abside.
Lungo i fianchi dell'aula mononavata si conservano i muri impostati su un alto zoccolo a scarpa e realizzati in conci vulcanici, quindi di tonalità molto scura con interpolazioni di cantoni o interi filari in basalto chiaro, accenni dunque di opera bicroma.

Storia degli studi
Le prime informazioni su Ittireddu e la chiesa di San Giacomo risalgono al XIX secolo. Per un'analisi dell'edificio e una sua collocazione storico-artistica si segnala la scheda di Roberto Coroneo (1993).

Bibliografia
V. Angius, "Iteri-Cannedu", "Iteri-Fustialbu", in G. Casalis, Dizionario geografico Storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, VIII, Torino, G. Maspero, 1841, pp. 562-568, pp. 568-571;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 119;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, pp. 53.