Fordongianus, chiesa di San Lussorio

Fordongianus, Cripta e chiesa di San Lussorio

Come arrivare
Dalla SS 131 si svolta al bivio per Simaxis e si imbocca la SS 388. Il santuario di San Lussorio è ubicato su una modesta altura circa 2 km prima del paese di Fordongianus.

Il contesto ambientale
Il sito in cui sorge il santuario di San Lussorio corrisponde a un'area di necropoli, originariamente pagana, dell'antica città di Forum Traiani, ubicata sul lato orientale della via romana "a Turre Karales".

Descrizione
L'identificazione del luogo in cui avvenne il martirio del santo e fu edificato il santuario a lui dedicato è affidata, rispettivamente, all'iscrizione oggi murata nel lato S della chiesa romanica di San Lussorio di Fordongianus e alla "Passio Sancti Luxurii", il cui autore conosceva la cripta.
È probabile che già nel IV secolo esistesse una "memoria" in onore di Lussorio, in un ambiente ipogeo già esistente, verosimilmente utilizzato in precedenza con destinazione funeraria o cultuale. A questo vano rettangolare semi-ipogeo venne aggiunta ad O una piccola abside, mentre sul lato N venne edificato un vano quadrato, al cui centro era posto il monumento funerario, quadrangolare, impostato su una fossa terragna ritenuta la tomba del martire. Attorno alla sepoltura di Lussorio si realizzò un deambulatorio a forma di U attraverso il quale i pellegrini visitavano il luogo santo.
La struttura martiriale tardoantica fu ampliata in tarda età vandalica o nel primo periodo bizantino, aggiungendo un ambiente con abside e con una mensa d'altare. Nella prima metà del VII secolo, l'impianto cadde in rovina e, nella fase di ristrutturazione, venne edificata una nuova aula di culto, a cui sarebbe pertinente anche una vasca battesimale, attribuibile forse ad un piccolo battistero. È possibile scorgere ancora sotto il pavimento della chiesa romanica i resti di questo edificio bizantino.
La chiesa romanica di San Lussorio fu costruita in blocchi di vulcanite agli inizi del XII secolo. Ha pianta ad unica navata voltata a botte con abside ad E. Di questo primo impianto restano oggi solo il lato N e l'abside. Lungo il basamento si inseriscono elementi scultorei con figurazioni antropomorfe.
La copertura originaria e il muro S crollarono; la ricostruzione avvenne tra il 1250-70 e si scelse di mettere in opera una copertura lignea in sostituzione della precedente litica. La facciata fu ricostruita in età aragonese: spicca il portale gotico-catalano.

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Storia degli scavi
Le prime indagini furono effettuate tra il 1899 e il 1902 da Filippo Vivanet. Successivamente le ricerche furono guidate da Ferruccio Barreca a partire dal 1969, da Carlo Tronchetti nel 1980, da Raimondo Zucca nel 1989, infine da Paolo Benito Serra. Gli studi e gli approfondimenti sono tuttora in corso.

Bibliografia
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