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Decimoputzu, Battistero e chiesa di San Giorgio

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Come arrivare
Si lascia la SS 130 in direzione Villaspeciosa e Decimoputzu, nel cui centro abitato sorge la chiesa.

Il contesto ambientale
La chiesa di San Giorgio è nell'immediata periferia S/E di Decimoputzu, ai margini del piazzale retrostante la parrocchiale della Madonna delle Grazie.

Descrizione
La prima notizia documentaria della chiesa di San Giorgio risale alla fine dell'XI secolo ed è contenuta in un documento che ne sancisce la donazione, da parte del giudice di Cagliari, ai monaci vittorini di Marsiglia. I monaci la ricostruirono in forme romaniche, su una più antica aula di culto.
L'edificio preesistente, con pianta a croce latina, era costituito da un'unica navata con abside ad E. Al suo interno, in un ambiente a S dell'aula, era collocata una vasca battesimale di forma quadrata (m 0,65 di lato) rivestita di intonaco, confrontabile, per dimensioni e tecnica di lavorazione con quella individuata nell'area sottostante la chiesa di San Giovanni Battista di Nurachi. La pavimentazione in fase con la vasca riutilizzava frammenti di un mosaico databile al III secolo d.C., recuperati, con buona probabilità, da un edificio pubblico localizzato nelle vicinanze della stessa chiesa. Non sono stati recuperati reperti utili ad inquadrare cronologicamente le fasi di utilizzo del sito, così come non è stata individuata nessuna sepoltura legata all'edificio di culto. La chiesa ed il battistero possono, tuttavia, essere assegnati al VI secolo e sono riferibili ad un insediamento posto lungo il X miglio della via "a Karalibus Sulcos", come indica il nome del centro moderno, riferibile all'antico toponimo "Ad Decimum (milliarium)".
La chiesa romanica ha pianta trinavata ed è andata incontro a pesanti modifiche. Della fase d'impianto resta solo la facciata, in pietra calcarea, sormontata da campanile a vela. L'aula venne ristrutturata nel XVI secolo, quando la chiesa fu pure dotata di un polittico pittorico.

Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli scavi
Nel 1989 Donatella Mureddu ha curato lo scavo archeologico per conto della Soprintendenza ai Beni Archeologici per Province di Cagliari e Oristano.

Bibliografia
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro 1993, sch. 40;
S. Basciu, La chiesa di San Giorgio a Decimoputzu tra fascino e mistero, Cagliari, 1997;
P.G. Spanu, La Sardegna bizantina tra VI e VII secolo, collana "Mediterraneo tardoantico e medievale. Scavi e ricerche", Oristano, S'Alvure, 1998, pp. 150-152;
P.G. Spanu, "La cristianizzazione dell'ambiente rurale in Sardegna", in La Sardegna paleocristiana tra Eusebio e Gregorio Magno. Atti del Convegno Nazionale di Studi, Cagliari, 1999, pp. 485-495;
P.G. Spanu, "La Sardegna", in Alle origini della parrocchia rurale (IV-VIII secolo). Atti della giornata tematica dei Seminari di Archeologia Cristiana, Città del Vaticano, 1999, pp. 181-204;
V. Fiocchi Nicolai-S. Gelichi, "Decimoputzu (CA), San Giorgio", in "Battisteri e chiese rurali (IV-VII secolo)", in L'edificio battesimale in Italia. Aspetti e problemi. Atti dell'VIII Congesso Nazionale di Archeologia Cristiana, Bordighera, 2001, pp. 370-371;
D. Mureddu, "San Giorgio di Decimoputzu: una ecclesia rurale altomedievale", in Insulae Christi. Il cristianesimo primitivo in Sardegna, Corsica e Baleari, a cura di P.G. Spanu, Oristano, S'Alvure, 2002, pp. 453-464;
P.G. Spanu, "La viabilità e gli insediamenti rurali", in Ai confini dell'impero. Storia, arte e archeologia della Sardegna bizantina, a cura di P. Corrias-S. Cosentino, Cagliari, M&T Sardegna, 2002, pp. 115-125.
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