Villaputzu, chiesa di San Nicola di Quirra

Villaputzu, Chiesa di San Nicola di Quirra

Come arrivare
Villaputzu si trova lungo la SS 125. La chiesa di San Nicola di Quirra è prossima alla strada, a qualche km dall'abitato.

Il contesto ambientale
A ridosso delle colline del Sarrabus, Villaputzu si colloca in un tratto alluvionale del fiume Flumendosa. La chiesa di San Nicola si trova nella piana di Quirra, vicina al fiume omonimo e in prossimità del castello medievale dallo stesso nome.

Descrizione
La chiesa di San Nicola di Quirra è una delle architetture più originali e affascinanti nel panorama romanico isolano. La quasi unicità del monumento è costituita dal materiale con cui è realizzato, il mattone cotto, modellato con argilla prelevata e lavorata in situ, dove sono stati trovati resti della cava e del forno di cottura dei mattoni. In Sardegna soltanto un'altra chiesa romanica, San Gavino di Lorzia (Bono), venne costruita interamente in mattoni.
Non si sono finora rintracciate attestazioni documentarie sulla data d'impianto del San Nicola di Quirra, edificata a breve distanza dall'omonimo castello probabilmente nella seconda metà del XII o agli inizi del XIII secolo. Dimensioni, pianta e prospetti vennero progettati sulla base di unità di misura e di schemi geometrici molto precisi, tra i quali la "canna toscana" e la "quadratura".
La chiesa è mononavata, con abside a E. L'aula è coperta con tetto ligneo su capriate poggianti su cornici decorate con motivi geometrici incisi. In ognuno dei fianchi si trovano due monofore che danno luce all'interno; una monofora si apre nell'abside, conclusa esternamente con una serie di archetti impostati su peducci anch'essi decorati con motivi geometrici incisi.
Serie di archetti corrono inoltre parallelamente agli spioventi del frontone E, per proseguire lungo i fianchi della chiesa arrivando alla facciata, dove sette archetti scandiscono orizzontalmente la superficie, movimentata solo dall'apertura del portale al centro. Al culmine della facciata, non timpanata, si innalza il campanile a vela con apertura ogivale.

Galleria fotografica


Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli studi
La storia degli studi procede dalla voce "Chirra" (1839) di Vittorio Angius, nel "Dizionario" del Casalis. Del 1942 è il lavoro di Salvatore Rattu, corredato da un completo rilievo grafico. Nel 1984 è uscito l'articolo di Giorgio Cavallo, che ricostruisce gli schemi modulari che hanno guidato la composizione dei prospetti Recentissimo infine è lo studio di Natascia Paschina (2004), che presenta un studio innovativo dei segni incisi nei peducci della chiesa e sul loro significato.

Bibliografia
V. Angius, "Chirra", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, V, Torino, G. Maspero, 1839, pp. 20-25;
S. Rattu, La chiesa di San Nicola di Quirra in Sardegna, Torino, 1942;
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, p. 135;
F. Fois, "Il castello di Quirra, rocca dei Carroz. Contributo alla storia delle fortificazioni in Sardegna", in Studi Sardi, XXIII, 1973-74, parte I, pp. 217-227;
G. Cavallo, "Nuove acquisizioni sulla chiesa di San Niccolò di Quirra", in Studi Ogliastrini, II, 1984, pp. 51-69;
R. Serra, La Sardegna, collana "Italia romanica", Milano, Jaca Book, 1989, pp. 351-352;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 64;
R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana "Patrimonio artistico italiano", Milano, Jaca Book, 2004, pp. 285-286;
N. Paschina, "Le quadrature nei peducci della chiesa di San Nicola di Quirra", in Ricerche sulla scultura medievale in Sardegna, a cura di R. Coroneo, Cagliari, AV, 2004, pp. 107-122;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 100.