Villamassargia, chiesa della Madonna del Pilar

Villamassargia, chiesa di San Ranieri

Come arrivare
Al km 48 della SS 130 si svolta in direzione del centro urbano di Villamassargia. La chiesa, oggi intitolata alla Madonna del Pilar, si erge in piazza Pilar.

Il contesto ambientale
La chiesa è nel centro urbano. Sull'ampio sagrato si trova una colonna alla cui sommità è situata una croce giurisdizionale di epoca spagnola.

Descrizione
San Ranieri a Villamassargia offre un dato non comune nell'architettura medioevale sarda: da un'epigrafe, posta in facciata in alto a s. rispetto al rosone, non solo si ricava la data di edificazione, il 1318, ma si apprende anche il nome del costruttore, Arzocco de Garnas.
Della chiesa romanica resta soltanto la facciata, in pietra sedimentaria. Le forme attuali dell'edificio si devono alla ricostruzione tra il XIV e il XVI secolo. All'interno è conservata un'acquasantiera cinque/seicentesca, interessante per la presenza di pesci a rilievo sul fondo.
La chiesa ha pianta a navata unica voltata a botte, scandita da tre sottarchi. Il presbiterio, voltato a crociera, è rialzato rispetto all'aula mediante due gradini. L'arco di accesso a sesto acuto è impostato su stipiti modanati, con capitelli il cui decoro ripete motivi ornamentali largamente diffusi nel gotico-catalano. Lungo le pareti laterali delle campate, in semplici rientranze della muratura, sono ricavate delle cappelle, alcune delle quali munite di nicchie.
La facciata è divisa in tre specchi. Quello centrale ospita il portale, con stipiti intessuti nella muratura e capitelli con decoro a foglia. Sull'architrave monolitico, di recente inserimento, insistono una lastra modanata e l'arco di scarico semicircolare, ribattuto da un sopracciglio decorato a foglie (analoghe a quelle dei capitelli di stipite ma dal rilievo più accentuato) e impostato su due mensole scolpite rispettivamente con una testa umana e una animale.
In asse col portale si trova un rosone lobato dotato di cornice con ornato a foglia. Alla sua sinistra si trova il rombo, internamente liscio, che ospita la citata epigrafe. Al di sotto del rosone una cornice orizzontale a decoro vegetale ospita, al centro, le figure di Eva e del serpente.
Lo specchio centrale è concluso da una teoria di archetti a tutto sesto su peducci dall'ornato a foglie; alla sommità è impostato un campanile a vela dotato di due luci ogivali, in asse con il portale e con il rosone.
Gli specchi laterali si concludono con archetti a sesto acuto, che seguono il profilo della copertura e poggiano su peducci decorati con motivi vegetali e teste umane.

Storia degli studi
Gli studi sulla chiesa si sono intensificati nel XX secolo. Con diversi gradi di approfondimento, Dionigi Scano, Raffaele Delogu, Renata Serra, Roberto Coroneo e Gianni Murtas hanno contestualizzato il monumento nelle vicende storiche, artistiche e culturali del territorio di Villamassargia.

Bibliografia
D. Scano, Storia dell'Arte in Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari-Sassari, Montorsi, 1907, pp. 152-153;
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 231-232;
R. Serra, La Sardegna, collana "Italia Romanica", Milano, Jaca Book, 1989, pp. 362-363;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 159;
Diocesi di Iglesias, a cura di G. Murtas, collana "Chiese e arte sacra in Sardegna", Sestu, Zonza, 1999, pp. 151-152;
R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana "Patrimonio artistico italiano", Milano, Jaca Book, 2004, pp. 293-294;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 106.