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Siligo, Chiesa di Sant'Elia di Monte Santo

Come arrivare
Si giunge a Siligo dalla SP 41, a circa 30 km da Sassari. Per raggiungere la chiesa di Sant'Elia occorre scalare a piedi la parte terminale del Monte Santo, fino al pianoro che ne occupa la cima.

Il contesto ambientale
Siligo si trova in Logudoro, nel territorio bagnato dal Riu Mannu. La zona è ricca di documentazione archeologica che risale all'età preistorica. La chiesa di Sant'Elia fu sede di un eremo benedettino. Sorge sul pianoro in cima al Monte Santo, distante qualche km dall'abitato e raggiungibile con difficoltà anche al giorno d'oggi.

Descrizione
La chiesa di Sant'Elia di Monte Santo fu donata all'abbazia benedettina di Montecassino insieme alla chiesa di Santa Maria di Bubalis nel 1065, dal giudice Torchitorio-Barisone I di Lacon-Gunale di Torres.
La pianta è a due navate, voltate a botte ma costruite in periodi differenti. L'impianto originario ad aula mononavata fu infatti ingrandito, demolendo un fianco e costruendo al suo posto il setto divisorio ad arcate su pilastri. La prima fase costruttiva corrisponde alla navata N e può risalire alla fine dell'XI secolo. L'ampliamento in opera bicroma può invece ascriversi alla seconda metà del XII secolo.
Nella facciata, alterata da interventi successivi, si aprono il portale, che dà accesso alla navata S, e una finestra cruciforme nella testata della navata settentrionale. Da un disegno ottocentesco si deduce l'esistenza delle due absidi, ora crollate: quella S era realizzata in opera bicroma, quella N era più bassa ed insieme al fianco N aveva paramenti monocromi. La bicromia si ritrova anche nelle arcate tra le due navate.

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Storia degli studi
Gli studi sulla chiesa di Sant'Elia annoverano la citazione nelle voci "Sassari" (1849) e "Siligo" (1850), curate da Vittorio Angius per il "Dizionario" del Casalis; di pochi anni successivo è l'articolo di Giovanni Spano (1857). Nel 1927 si colloca l'articolo di Agostino Saba, mentre più recente è il contributo inserito nel volume di Renata Serra sulla Sardegna romanica. In ultimo si segnala la scheda di Roberto Coroneo (1993).

Bibliografia
V. Angius, "Sassari", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XVIII, Torino, G. Maspero, 1849, p. 321;
V. Angius, "Siligo", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XX, Torino, G. Maspero, 1850, pp. 144-145;
G. Spano, "Cenobio di Sant'Elia di Monte Santo", in Bullettino Archeologico Sardo, III, 1857, pp. 161-167;
A. Saba, Montecassino e la Sardegna medioevale. Note storiche e codice diplomatico sardo cassinese, Montecassino, 1927, pp. 21-23;
R. Serra, La Sardegna, collana "Italia romanica", Milano, Jaca Book, 1989, pp. 402-403;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 32;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 39.

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