Bulzi, chiesa di San Pietro del Crocefisso

Bulzi, Chiesa di San Pietro del Crocefisso

Come arrivare
Si percorre la strada provinciale 134 che da Perfugas conduce a Bulzi, trovando pochi km prima dell'abitato la deviazione per San Pietro del Crocefisso.

Il contesto ambientale
La chiesa, ben visibile dalla strada, domina la vallata del rio Silanis, in un sito campestre di grande suggestione paesaggistica.

Descrizione
Fino a pochi decenni fa, all'interno della bella chiesa di San Pietro del Crocefisso si trovava un gruppo ligneo duecentesco della Deposizione di Cristo dalla croce, ora custodito (per ragioni di sicurezza) nella parrocchiale di San Sebastiano a Bulzi. Si tratta di un "unicum" nella statuaria medievale in Sardegna, dal quale l'edificio prende il nome.
La mancanza di documentazione non consente di precisare la cronologia della chiesa. Sulla base della lettura formale, l'impianto è ascrivibile al primo ventennio del XII secolo, con un ampliamento che si conclude nell'ultimo quarto del XII. La fine dei lavori è determinata da un'iscrizione di Iohannes vescovo di Ampurias, dipinta su una trave del tetto in legno, che Dionigi Scano trascrisse in occasione dei restauri del 1902. Giovanni risulta tra i vescovi di Ampurias nella prima metà del XIII secolo, a conferma dell'ampliamento della chiesa, con una nuova copertura realizzata probabilmente tra il 1200 e il 1225.
La pianta è a croce "commissa". I paramenti murari sono in conci di pietra vulcanica scura con inserimenti di calcare bianco che determinano l'opera bicroma in facciata, nel catino absidale e all'interno del transetto. La facciata è organizzata su tre ordini. Il portale architravato è sormontato da una lunetta, entro la quale si trova un rilievo che rappresenta un personaggio in posizione orante, affiancato da due uomini barbuti.

Galleria fotografica


Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli studi
Alberto Della Marmora (1860) la menziona nel suo "Itinerario". I primi studi storico-artistici sono di Dionigi Scano (1907) e Raffaello Delogu (1953), che erroneamente la denominò San Pietro di Simbranos. Giuseppe Maria Salis (1969) dimostrò che questo titolo spetta invece a una chiesa distrutta, a breve distanza dall'abitato. Nel riconoscerla come San Pietro del Crocefisso o delle Immagini, dal gruppo di statue lignee che vi era custodito, le dedicano una scheda Renata Serra (1989) e Roberto Coroneo (1993). In un'approfondita monografia, Annamaria Premoli (1997) propone infine che si debba identificare con la chiesa di San Pietro di Nurki, citata nei documenti medievali come annessa a un influente monastero benedettino cassinese.

Bibliografia
G. Spano, in A. Della Marmora, Itinerario dell'isola di Sardegna, Cagliari, Tipografia A. Alagna, 1868, p. 662, nota 1;
D. Scano, Storia dell'arte in Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari-Sassari, Montorsi, 1907, pp. 213-217;
D. Scano, Chiese medioevali di Sardegna, Cagliari, Fondazione Il Nuraghe, 1929, pp. 80-85;
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 112, 160-162;
G.M. Salis, San Pietro delle Immagini o del Crocifisso di Bulzi, Tempio, Tortu, 1969, p. 13;
R. Serra, La Sardegna, collana "Italia romanica", Milano, Jaca Book, 1989, pp. 423-425;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 37;
A.M. Premoli, Un segno nel tempo. La chiesa di S. Pietro delle Immagini a Bulzi, Nuoro, Poliedro, 1997;
R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana "Patrimonio artistico italiano", Milano, Jaca Book, 2004;
Roberto Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 33.