Bultei, chiesa di San Saturnino di Usolvisi

Bultei, Chiesa di San Saturnino di Usolvisi

Come arrivare
Si lascia la SS 131 all'altezza di Macomer e si imbocca la 129 percorrendola per circa 15 km. Si gira quindi a s. per imboccare la 128 bis. Superato l'abitato di Anela, dopo pochi km si raggiunge Bultei. Lasciato il paese in direzione di Benetutti, si arriva al sito campestre delle Terme Aurora, dove in un poggio isolato si erge la chiesa.

Il contesto ambientale
L'abitato di Bultei si trova in prossimità del fiume Tirso, nelle vicinanze del sito campestre corrispondente alle terme romane di Aquae Lesitanae. La chiesa di San Saturnino di Usolvisi si erge isolata su un poggio, sulle rovine di un nuraghe, in un'area in agro di Bultei che ha restituito abbondanti reperti archeologici risalenti all'epoca prenuragica.

Descrizione
La chiesa di San Saturnino di Usolvisi deve le sue attrattive non solo alle forme romaniche, caratterizzate da grande essenzialità architettonica, ma anche al valore paesaggistico del sito, nonché all'interesse dell'impianto sulle pietre di crollo di un nuraghe.
La prima notizia del titolo "sancti Saturnini de Usolvisi" risale al 1163, anno in cui fu donato ai monaci camaldolesi da Attone vescovo di Castra. La fabbrica della chiesa si può ascrivere a maestranze operanti attorno alla metà del XII secolo.
La chiesa, ad aula unica, è in cantoni vulcanici provenienti da cave locali. L'abside è orientata a N/E e sormontata da un campanile a vela, forse non in posizione originaria. La facciata, molto lineare, è rinforzata negli spigoli da robuste paraste angolari; al centro si apre il portale con architrave sul quale imposta un arco a sesto rialzato. Lo stesso accade per il portale aperto lateralmente. Due sono le finestre nei fianchi e una nell'abside.

Storia degli studi
Gli studi partono dalla voce "Bultei" di Vittorio Angius, inserita nel "Dizionario" del Casalis (1834), procedendo con i contributi di Dionigi Scano (1907) e Raffaello Delogu (1953). Del 1985 è l'articolo monografico di Aldo Sari, cui segue la scheda sintetica di Roberto Coroneo nel volume dedicato all'architettura romanica (1993). Infine del 2005 è la trattazione nel volume "Bultei e il suo territorio" di Andrea Fenu.

Bibliografia
V. Angius, "Bultei", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, II, Torino, G. Maspero, 1834, pp. 691-694;
D. Scano, Storia dell'arte in Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari-Sassari, Montorsi, 1907, p. 336;
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, p. 146;
G. Zanetti, I Camaldolesi in Sardegna, Cagliari, Fossataro, 1974, pp. 125-129;
A. Sari, "Una chiesa romanica del Goceano: il San Saturnino di Usolvisi", in Sesuja, I, 1985, pp. 121-127;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 49;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, pp. 62-63;
A. Fenu, Bultei e il suo territorio, Nuoro, Solinas, 2005.

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