Bonorva, chiesa di San Lorenzo di Rebeccu

Bonorva, Chiesa di San Lorenzo di Rebeccu

Come arrivare
Si lascia l'abitato di Bonorva per immettersi sulla SP 126. Percorsi 5 km si scorge al bivio la chiesa di San Lorenzo, sulla d. della strada che sale alla frazione di Rebeccu.

Il contesto ambientale
Il sito campestre, nel quale si trova la chiesa, corrisponde a un insediamento di età romana lungo l'antica strada "Caralibus Ulbiam". In epoca medievale vi fu impiantato il villaggio di Rebeccu, in seguito abbandonato. Nel 1831 all'interno del San Lorenzo fu rinvenuto un sigillo in piombo di Barisone II, giudice di Torres tra il 1147 e il 1186.

Descrizione
La chiesa di San Lorenzo rappresenta un esempio di Romanico "minore", che trae il principale motivo di fascino dall'organico inserimento nel paesaggio.
Le caratteristiche strutturali e il sigillo di Barisone II, ritrovato al suo interno e forse pendente in origine dalla pergamena di consacrazione dell'altare, inducono a collocare la fabbrica nella seconda metà del XII secolo. Agli inizi del XIX secolo la chiesa fu parzialmente demolita per utilizzare i materiali nella costruzione della parrocchiale di Rebeccu. Nei restauri del 1982 sono stati ricostruiti il fianco S e il tetto in legno.
La pianta è mononavata con abside a E. Il paramento originario è in conci calcarei di media pezzatura con inserti di pietra basaltica, che accennano all'opera bicroma. Nella facciata, conclusa da campanile a vela, il portale è architravato e sormontato da una lunetta. Le larghe paraste d'angolo si concludono alla base degli spioventi, lungo i quali si conservano cinque archetti tagliati a filo e impostati su peducci. In entrambi i frontoni una luce cruciforme illumina l'aula.

Galleria fotografica


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Storia degli studi
Vittorio Angius cita la chiesa alle voci "Bonorva" e "Ribeccu" (1834, 1847). In un articolo sulla "Nuova Sardegna", Giovanni Lilliu (1972) suggeriva che la chiesa di "Santu Larentu" fosse stata edificata sui ruderi di un nuraghe complesso e ne lamentava la progressiva rovina. Dopo il restauro, l'edificio è stato studiato da Aldo Sari (1976, 1981). I contributi più recenti sono di Renata Serra (1989) e di Roberto Coroneo (1993).

Bibliografia
V. Angius, voci "Bonorva", "Ribeccu", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il re di Sardegna, Torino, G. Maspero, II, 1834, p. 435; XV, 1847, p. 204;
P. Martini, "Sigillo di re Barusone", in Bullettino Archeologico Sardo, IV, 1858, pp. 90-91;
G. Lilliu, "Va in rovina presso Rebeccu la chiesa romanica di di San Lorenzo", in La Nuova Sardegna, 29 settembre 1972;
A. Sari, "Aggiunte a L'architettura del Medioevo in Sardegna di Raffaello Delogu", in Archivio Storico Sardo, XXX, 1976, pp. 211-217;
A. Sari, "Nuove testimonianze architettoniche per la conoscenza del Medioevo in Sardegna", in Archivio Storico Sardo, XXXII, 1981, pp. 95-100;
R. Serra, La Sardegna, collana ''Italia romanica", Milano, 1989, pp. 400-401;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, 1993, sch. 92;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico culturali, Cagliari, 2005, p. 55.