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Ardara, Chiesa di Santa Maria del Regno

Ardara, chiesa di Santa Maria del Regno Ardara, chiesa di Santa Maria del Regno
Come arrivare
Si lascia la SS 131 allo svincolo per Ardara. Dopo pochi km si raggiunge il centro abitato. La chiesa di Santa Maria o Nostra Signora del Regno sorge in corrispondenza di uno degli ingressi del paese.

Contesto ambientale
L'abitato di Ardara si trova su un pianoro vulcanico alle pendici orientali del Montesanto. Santa Maria del Regno domina la vallata sottostante, ben visibile a chi si diriga verso il paese. A breve distanza si trovano i ruderi del castello giudicale, sede dei re di Torres, al quale la chiesa era annessa.

Descrizione
Santa Maria del Regno risalta agli occhi del visitatore, oltre che per la sua posizione scenografica, anche per il materiale in cui è costruita. Realizzata in basalto, è una macchia scura che si profila sul pianoro vulcanico su cui sorge l'abitato. Fra le più importanti dell'architettura romanica isolana, colpisce per la grandiosità delle sue forme e per il contrasto, all'interno, del nero basalto con l'oro del polittico cinquecentesco collocato sull'altare.
Si tratta di una cappella palatina: costruita vicino al castello di Ardara, questa chiesa rappresentava uno spazio privilegiato dai sovrani del regno di Torres, i quali prestavano giuramento al suo altare, quando venivano insigniti della carica. L'edificio (m 29 x 10, alto 16 m circa) fu iniziato nell'XI secolo e concluso nel 1107, come risulta dall'epigrafe di consacrazione dell'altare maggiore. Ha pianta a tre navate ed è caratterizzata dall'assenza di decorazioni e dall'essenzialità, oltre che dall'imponenza, tutti caratteri tipici del primo Romanico in Sardegna. Nella facciata, divisa in cinque specchi da sottili lesene, si aprono il portale con arco a sesto rialzato, e una bifora. Addossato al fianco N, il campanile, a pianta quadrata, è incompleto a causa di crolli.
All'interno, scandito da pilastri cilindrici che sorreggono arcate, le navate laterali hanno volte a crociera, mentre la navata centrale ha copertura in legno. I pilastri cilindrici ospitano pannelli dipinti con un santo o un apostolo, risalenti al XVII secolo e ricollocati al loro posto in seguito a restauri. Nella parte absidale, unica deroga all'austerità dell'ambiente è il Retablo maggiore di Ardara, polittico degli inizi del XVI secolo.

Galleria fotografica
  • Capitello
  • Navata centrale
  • Fianco meridionale
  • Navata laterale
  • Abside
  • Monofora
  • Facciata



Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli studi
Su Ardara esiste una monografia di Francesco Tedde, uscita nel 1985. La storia degli studi sul monumento è ampia, a partire dalla voce curata da Vittorio Angius (1833), passando per i contributi del canonico Giovanni Spano (1860), di Dionigi Scano (1907), Raffaello Delogu (1953), per giungere alle pubblicazioni più aggiornate, tra le quali si segnalano le schede di Roberto Coroneo (1993) e di Renata Serra (2004).

Bibliografia
V. Angius, "Ardara", in G. Casalis Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, I, Torino, G. Maspero, 1833, pp. 352-354;
G. Spano, "Ardara e sua chiesa, antica reggia dei giudici di Torres", in Bullettino Archeologico Sardo, VI, 1860, pp. 17-23;
D. Scano, Storia dell'Arte in Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari-Sassari, Montorsi, 1907, pp. 111-121;
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 106-109;
F. Tedde, Ardara capitale del giudicato di Torres, Cagliari, E.Gasperini, 1985;R. Serra, La Sardegna, collana "Italia romanica", Milano, Jaca Book, 1989, pp. 213-224;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, 1993, sch. 9;
R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana "Patrimonio artistico italiano", Milano, Jaca Book, 2004, pp. 93-101;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, pp. 40-41.
Patrimonio culturale della Sardegna