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Assemini, Chiesa di San Giovanni

Assemini, chiesa di San Giovanni Assemini, chiesa di San Giovanni
Come arrivare
Entrati ad Assemini dal semaforo al km 9,2 della SS 130, si percorre la via Sardegna, quindi la via Cagliari fino all'incrocio con la via Principe di Piemonte, che sbocca nella piazza San Pietro dove si trova la chiesa.

Il contesto ambientale
L'area su cui sorge la chiesa di San Giovanni battista, così come il territorio di Assemini, risulta abitata fin dalla preistoria. Tracce archeologiche testimoniano le fasi fenicio-punica e romana. Fonti epigrafiche e fonti pergamenacee ne testimoniano l'importanza in età giudicale, quando fu tra le residenze privilegiate dai sovrani di Cagliari.

Descrizione
La chiesa di San Giovanni Battista di Assemini è un monumento unico e di capitale importanza nell'ambito dell'architettura bizantina non solo in Sardegna, ma anche nell'intero bacino mediterraneo. Alla rilevanza delle forme architettoniche si unisce quella delle testimonianze epigrafiche in lingua greca custodite al suo interno, che mantengono la memoria del più antico giudice o re di Cagliari.
L'edificio risale probabilmente al X secolo. La sua prima menzione documentaria è del 1108 e concerne la donazione all'Opera del duomo di San Lorenzo di Genova da parte del giudice cagliaritano Mariano-Torcotorio I de Lacon-Gunale.
La pianta è a croce inscritta in un quadrato di 10 m per lato, con abside a E. All'incrocio dei bracci, voltati a botte, quattro robusti pilastri sagomati a L reggono la cupola entro un tiburio. La facciata, alta circa 5 m, è sovrastata da un piccolo campanile a vela. Le murature sono in pietre calcaree, squadrate agli angoli e solo sbozzate in molti tratti dei muri perimetrali, mentre le volte sono realizzate con maggiore accuratezza.
Ai lati dei bracci dalla croce si trovano quattro ambienti di 3 m di lato, sulla cui origine si danno due ipotesi. La prima le ritiene costruite in un secondo tempo: dunque la chiesa sarebbe nata a croce libera. La seconda fa risalire la pianta a croce inscritta all'impianto originario. Anche sulla cronologia della chiesa non esiste un soddisfacente accordo fra gli studiosi.
Nella chiesa si conserva un gruppo di frammenti scultorei che comprende le due iscrizioni con i nomi di Torcotorio arconte, della moglie Getite e di Nispella, moglie di un diverso Torcotorio, attestati fra la metà del X secolo e la metà dell'XI secolo come nomi delle massime autorità in Sardegna nel momento di passaggio tra l'età bizantina e quella giudicale.

Galleria fotografica
  • Assemini, chiesa di San Giovanni, facciata
  • Assemini, chiesa di San Giovanni, prospetto meridionale
  • Assemini, chiesa di San Giovanni, campanile a vela
  • Assemini, chiesa di San Giovanni, particolare del prospetto meridionale


Storia degli studi
La chiesa fu segnalata fin dal XIX secolo da Giovanni Spano. Nel 1953 Raffaello Delogu la restituì a croce inscritta fin dall'origine, datandola al X-XI secolo. Nel 1962 Bruno Virdis riprese invece l'ipotesi di Francesco Giarrizzo, che si trattasse di un impianto in origine a croce libera, poi ampliato con l'aggiunta di camere angolari. I marmi epigrafici mediobizantini custoditi nella chiesa sono stati estesamente analizzati da Roberto Coroneo.



Bibliografia
G. Spano, "Antichità cristiane d'Assemini", in Bullettino Archeologico Sardo, VII, 1861, pp. 133-139;
A. Taramelli, "Assemini - Iscrizioni bizantine della chiesa di S. Giovanni e della chiesa parrocchiale di S. Pietro", in Notizie degli Scavi di Antichità, 1906, pp. 123-125;
A. Taramelli, "Assemini - Frammenti decorativi bizantini ricuperati nella chiesetta di S. Giovanni Battista", in Notizie degli Scavi di Antichità, 1919, pp. 161-168;
F. Giarrizzo, La chiesetta di San Giovanni di Assemini, Roma, 1920;
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 30-34;
B. Virdis, "Rilievi di tre chiese sarde. S. Giovanni di Assemini, S. Antonio abate e S. Lorenzo di Cagliari", in Palladio, XII, 1962, pp. 80-89;
R. Coroneo-M. Coppola, Chiese cruciformi bizantine della Sardegna, Cagliari, 1999, pp. 23-25;
R. Coroneo, Scultura mediobizantina in Sardegna, Nuoro, Poliedro, 2000, pp. 62-65;
S. Mancosu, "Assemini e la chiesa di San Giovanni", in Città, territorio, produzione e commerci nella Sardegna medievale. Studi in onore di Letizia Pani Ermini offerti dagli allievi sardi per il settantesimo compleanno, a cura di R. Martorelli, Cagliari, AM&D, 2002, pp. 25-64;
R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana "Patrimonio artistico italiano", Milano, Jaca Book, 2004, pp. 71-73;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 96.