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Cagliari, Area di San Lucifero

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Come arrivare
Si percorre via Roma in direzione del colle di Bonaria. Al semaforo all'altezza dell'Hotel Mediterraneo si svolta a s., per imboccare viale Cimitero in direzione N e, dopo aver oltrepassato la basilica di San Saturnino, si svolta a s. in via San Lucifero. Gli ambienti sotto la chiesa omonima sono visitabili su richiesta.

Il contesto ambientale
L'area si trova al di sotto della chiesa seicentesca dedicata a San Lucifero, nell'omonima via.

Descrizione
In un periodo antecedente al IV secolo d.C., l'area intorno alla basilica di San Saturnino fu interessata dalla costruzione di edifici funerari particolarmente elaborati, caratterizzati dalla presenza di arcosoli nelle pareti e di semplici fosse nei pavimenti, e utilizzati per numerosissime sepolture.
Nel 1615, sulla scia delle ricerche dei "corpi santi", furono individuati alcuni di questi cubicoli e si ritenne che in uno di essi si trovasse la tomba di Lucifero, vescovo di Cagliari difensore dell'ortodossia e intransigente oppositore degli ariani, vissuto nel IV secolo.
Già al momento della scoperta, dei muri dell'edificio (in "opus vittatum") rimaneva ben poco, per cui fu completamente ricostruito seguendo il perimetro murario, che racchiude un ambiente rettangolare con abside a O, esattamente sotto il presbiterio della nuova chiesa dedicata al santo.
Da uno stretto andito si accede all'ambiente dove, durante le ricerche seicentesche, furono rinvenute le presunte reliquie dei Santi Rude ed Eliano: di forma quadrata, presenta sul lato O un'altra camera più piccola, ed è interamente costruito in mattoni. La volta era, in origine, sorretta da due coppie di pilastri, mentre quella attualmente visibile, realizzata nel Seicento, ha un'unica campata a sesto ribassato.
Attraverso un passaggio nella parete nord si accede al primo ambiente, scoperto ed indagato nel Seicento, poi dimenticato e casualmente riscoperto negli anni 1947-48. Rimane visibile la sola parete S, dove si aprono quattro arcosoli. La tecnica costruttiva è simile a quella del vano dei Santi Rude ed Eliano, da cui si differenzia solo per le dimensioni.
In prossimità dell'ingresso alla camera funeraria più piccola, una tomba ricoperta da un tumulo mosaicato e dotata di iscrizione, fu erroneamente attribuita a San Lussorio martire. Dalla lettura delle fonti seicentesche si evince che questi ambienti funerari potrebbero essere stati utilizzati fino al VI-VII secolo circa.
Le presunte reliquie di San Lucifero e le due lapidi ritrovate sulla sua tomba sono conservate nella cappella a lui dedicata all'interno della cripta dei martiri della Cattedrale di Cagliari.

Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli scavi
I lavori di scavo iniziarono nel 1615, mentre la chiesa fu costruita tra il 1646 e il 1682. Gli scavi furono condotti da A. Marcello nel 1875 e 1876. Nel 1937 fu riscoperta la cripta; altri scavi negli anni 1947-48.

Bibliografia
G. Spano, Guida della città e dintorni di Cagliari, Cagliari, A. Timon, 1861, pp. 290-294;
G. Stefani, "La chiesa di San Lucifero", in D. Mureddu-D. Salvi-G. Stefani, Sancti Innumerabiles, Oristano, S'Alvure, 1988, pp. 29-42;
D. Mureddu-D. Salvi-G. Stefani, "Alcuni contesti funerari cagliaritani attraverso le cronache del Seicento", in Le sepolture in Sardegna dal IV al VII secolo. Atti del IV Convegno sull'archeologia tardoromana e medievale, Oristano, S'Alvure, 1990, pp. 179-206;
A. Piseddu, L'arcivescovo Francesco Desquivel e la ricerca delle reliquie dei martiri cagliaritani nel secolo XVII, Cagliari, 1997, pp. 125-140;
M. Dadea, "I cubicoli funerari sotto la chiesa di San Lucifero", in M. Dadea-S. Mereu-M.A. Serra, La Diocesi di Cagliari, collana "Chiese e arte sacra in Sardegna", Cagliari, Zonza, 2000, pp. 215-216.
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