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Tula, Chiesa di Santa Maria di Coros

Come arrivare
Tula si trova a circa 50 km da Sassari, lungo la SP 2. La chiesa di Santa Maria di Coros è presso il cimitero, fuori dal paese di qualche km.

Il contesto ambientale
Tula si trova in una zona geograficamente rilevante, compreso fra le cime del Monte Sassu e le rive del lago artificiale alimentato dal fiume Coghinas. Il territorio è ricco di documentazione archeologica che risale all'età preistorica. Nel Medioevo la chiesa di Santa Maria di Coros era annessa a un monastero camaldolese, del quale sino alla fine del XIX secolo potevano individuarsi i ruderi.

Descrizione
La prima menzione documentaria del titolo "sancte Marie di Tula" risale al 1175, come dipendenza dell'abbazia vallombrosana di San Michele di Plaiano. L'edificazione della chiesa può dunque collocarsi attorno alla metà del XII secolo.
La pianta è a navata unica, con abside a S/E e copertura lignea. Il paramento murario originale è stato rimosso per intero e sostituito nel corso di recenti restauri, risparmiando solo i filari più bassi dell'abside, in conci di pietra vulcanica.
Larghe paraste angolari rinserrano i prospetti, scanditi da lesene e conclusi da archetti. Al centro della facciata si apre il portale architravato con arco di scarico a sesto rialzato. La luce entra nell'aula per mezzo di monofore aperte nei fianchi e nell'abside, oltre che da un'apertura cruciforme in facciata.

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Storia degli studi
Gli studi sulla chiesa di Santa Maria di Coros hanno preso l'avvio dalla voce "Tula" (1853) di Vittorio Angius nel "Dizionario" del Casalis. Dopo più di un secolo si trova la monografia di Ginevra Zanetti (1968), seguita dall'articolo di Giuseppe Della Maria (1974); del 1981 è il contributo di Aldo Sari, seguito dalla sintetica scheda di Roberto Coroneo nel volume sull'architettura romanica in Sardegna (1993).

Bibliografia
V. Angius, "Tula", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XXIII, Torino, G. Maspero, 1853, p. 365;
G. Zanetti, I Vallombrosani in Sardegna, Sassari, 1968, p. 45;
G. Della Maria, "Una sconosciuta chiesa romanica", in Tutto quotidiano, 10 settembre 1974, pp. 4-5;
A. Sari, "Nuove testimonianze architettoniche per la conoscenza del Medioevo in Sardegna", in Archivio Storico Sardo, XXXII, 1981, p. 95;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 50;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 53.

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