Antonello Ottonello, Senza titolo, 2004

Antonello Ottonello

Biografia
Antonello Ottonello è nato a Cagliari il 13 giugno 1948. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Cagliari si è diplomato nel 1974 all'Accademia di Belle Arti di Roma. Le sue prime esperienze lavorative si sono svolte nel mondo del teatro, come scenografo, costumista e attore della compagnia di Mario Ricci. Negli stessi anni intraprende il suo percorso artistico che risente fortemente delle esperienze teatrali. Gli elementi principali delle prime opere sono le stesse tarlatane usate per le scenografie, talvolta di proporzioni gigantesche, a riecheggiare sipari, e intrise di colori accesi.
Rientra in Sardegna nei primi anni '80. Nel 1989 la Galleria Comunale d'Arte di Cagliari, in occasione della riapertura a seguito dei lavori di ristrutturazione, dedica all’artista una personale delle sue Tarlatane. Lo stesso anno partecipa alla collettiva di grafica presso l'Hotel de Ville di Strasburgo, La memoire et les images.
Nel 1992 Ottonello partecipa all'Expo di Siviglia, nell'ambito di Cerdeña Isla de Colores, con un opera ispirata al mondo minerario, cui sarà dedicata, nel 1993, la personale Ingurtosu. Da quel mondo attinge materiali (carbone, minerali, pietre) e suggestioni (gli edifici dell'archeologia industriale) che si traducono in opere di grande forza espressiva.
Negli ultimi anni, la ricerca materica unita alla riflessione ecologista lo hanno portato a utilizzare (e, letteralmente, a ricercare) elementi espressivi della terra in cui vive, i colori naturali, le piante ma anche la sabbia, le polveri o gli scarti di miniera. Le tinte utilizzate contengono solo pigmenti naturali e le sue opere riflettono la preoccupazione per il rapido mutamento climatico, per la progressiva e inesorabile desertificazione. E allora dalle spaccature della terra emergono piante cactacee, le cui spine trafiggono la juta, in cuscini su cui nessuno potrà dormire, o riuniscono lembi di tele strappate. Nel 2004 Antonello Ottonello è stato protagonista di una personale al Teatro Lirico di Cagliari.

Galleria fotografica


Mostre personali
2006 - Carbonia, Biblioteca Comunale, "Ingurtosu 4",
2005 - Londra, "Celebration"
2004 - Cagliari, Teatro Lirico, "Ottonello"
1997 - Cagliari, Spazi culturali AICS, Notti ad arte (Installazione)
1995 - Cagliari, "Mattonello", Intergrafica
1994 - Roma, Politecnico, "Eventualmente … ponderabilmente" (Installazione)
1993 - Cagliari ,Galleria Capidepoche, "Ingurtosu"
1993 - Roma, Caffè Latino, "Scultura"
1990 - Cagliari, "Intergrafica"
1990 - Sassari, Centro Documentazione Arti Visive, Novissima
1989 - Cagliari, Galleria Comunale d'Arte, Personale di pittura

Mostre collettive
1998 - Viterbo, Galleria On-Off Art Industry, Maestri e maestre
1995 - Taormina, Palazzo Cortassa, "Tutte le madonne del mondo"
1995 - Terracina, Sala Valadier, "La porta di Duchamp"
1993 - Cadaquès, Galleria Carlos Lozanos, Collettiva di pittura
1992 - Siviglia, Cerdeña Isla de colores, "Expo '92"
1991 - Trento, Palazzo Trentini, "Sardegna allo specchio"
1990 - Cagliari e Gubbio, Galleria Arte Duchamp, Arte in-utile
1989 - Strasbourg, Hotel de Ville, "Le mémoires et le images"
1988 - Cagliari, Galleria Comunale d'Arte, "Segni d'autore in Sardegna"

Testo critico
"I vari materiali impiegati sono resi duttili, rispondono docilmente alla sua manipolazione. Che poi non si tratta davvero di materiali casuali: di raccatto, si, ma ricercati pure. Ottonello non raccoglie ciò che gli capita, ma ciò che cerca. Questa posizione va sottolineata perché rispecchia la sua concezione della vita e dell'arte. E cioè: attenzione alla natura e ai problemi ecologici.
Il rispetto dell'ambiente va di pari passo coi materiali naturali usati: corteccia di bambù, cartone, zolfo, sabbia, carta riciclata, eucaliptus, legno, terracotta, ghiaia, lino, semi di girasole, spine d'acacia, spago, fico d'india etc. Ma qui entra in gioco l'habitus progettuale, senza il quale forse sarebbe scaturito un guazzabuglio. Ma è chiaro che non si tratta di lavoro tassonomico, di messa in ordine, ma di condurre, come di fatto avviene, gli elementi di volta in volta scelti a unitarietà e semplificazione. Soprattutto: a organicità.
… Le composizioni di eucaliptus attorcigliato su legno e colorato, le installazioni a parete di una sorta di cornucopie di terracotta, sabbia, carta riciclata e carbone su legno, oppure le trame di spine d'acacia horrida su carta riciclata o ancora i cuscini e le lance di bambù e caramica: insomma, dal 1998 ad oggi, salvo rari casi – voluti, tuttavia - di elaborazione ornamentale, si coglie tensione e necessità. Ossia quella condizione che matura solo quando si ha qualcosa da dire."
Carmelo Strano, l'ARCA, 2004




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