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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Arte sardo-piemontese

Giovanni Marghinotti, Rigattiere di Cagliari, 1842 ca. Giovanni Marghinotti, Rigattiere di Cagliari, 1842 ca.
Le relazioni con il continente italicoIl passaggio del Regno di Sardegna dagli Asburgo di Spagna ai Savoia, per quanto attiene il discorso sui prodotti artistici, non comporta sostanziali mutamenti circa i tradizionali rapporti con le città italiane del Mediterraneo, fatta eccezione naturalmente per l'inserimento nel quadro culturale delle scelte estetiche dei nuovi sovrani.
Gioacchino Corte, Sant'Efisio difensore della città di Cagliari, 1798 ca.La fine del Settecento La storiografia contemporanea si mostra propensa a ritenere che i primi segnali dei processi di mutamento che condurranno al consolidarsi della moderna autonomia della Sardegna si possano cogliere nei fenomeni di vivo fermento che interessano l'isola negli ultimi anni del Settecento, in particolare nel triennio 1793-96.
Andrea Galassi, statua bronzea di Carlo Felice, 1833Arte neoclassica Nella prima metà dell'Ottocento anche in Sardegna si afferma in campo artistico una sensibilità di stretta osservanza neoclassica che si manifesta, oltre che nelle richieste della committenza, attraverso i riferimenti simbolici, culturali e ideologici che le opere intendono comunicare. In campo plastico emergono le personalità di scultori che reinterpretano i modelli romani e canoviani.
G. Marghinotti, Carlo Felice munifico protettore delle Belle Arti, 1830Giovanni Marghinotti L'opera più importante di Giovanni Marghinotti (Cagliari 1798-1865) è "Carlo Felice munifico protettore delle Belle Arti in Sardegna". Ideata e abbozzata nel 1829, è firmata e datata 1830; il suo arrivo è contestuale al trasferimento del pittore a Cagliari, nell'agosto del 1933. Nel corso dello stesso anno è esposta pubblicamente anche presso il Palazzo di Maria Cristina a Torino.
Giulio Monteverde, tomba Zaccheddu a Villacidro, 1882-1895 ca.La scultura cimiteriale Nella seconda metà dell'Ottocento la scultura in Sardegna si configura fondamentalmente come monumento funebre. I monumenti pubblici sono rari e sorgono a fatica, ostacolati innanzitutto dalle carenze finanziarie dei Comuni, ma anche dal duro scontro delle idee sulla stessa forma del costituendo Stato unitario, che vede contrapposti monarchici e repubblicani, cattolici e massoni.
Patrimonio culturale della Sardegna