Logo Regione Autonoma della Sardegna
I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
sardegnacultura  ›  luoghi della cultura  ›  monumenti  ›  iglesias  ›  iglesias, miniera di masua

Iglesias, miniera di Masua

Porto Flavia, miniera di Masua Porto Flavia, miniera di Masua
Informazioni
Del complesso minerario di Masua sono visitabili "Porto Flavia" ed il "Museo delle macchine da miniera".
Gestione: IGEA s.p.a. Interventi Geo Ambientali.
Biglietto per la visita a "Porto Flavia": individuale € 8.00; ragazzi (6-12 anni) € 4.50; gruppi (superiori a 25) € 6.00; scuole € 4.50. Il biglietto comprende il servizio di guida al sito.
Biglietto per la visita al "Museo delle macchine da miniera": individuale € 3.00; ragazzi (6-12 anni) € 1.00; gruppi (superiori a 25) € 2.00; scuole € 1.00.
tel. 0781 491300 - 348 1549556 - 349 5503147 fax. 0781 491395
e-mail: segr.dir@igeaminiere.it
sito internet: www.igeaminiere.it
Il sito è visitabile esclusivamente su prenotazione. Per le scuole e i gruppi è richiesta una caparra pari al 30% dell'importo complessivo da effettuarsi tramite versamento in c/c postale al n. 14354096 intestato a IGEA s.p.a. Interventi Geo Ambientali, con l'indicazione della causale del versamento. L'attestazione dell'avvenuto versamento dovrà essere anticipata via fax al numero 0781 491395.

Come arrivare
La miniera di Masua è compresa nel territorio comunale di Iglesias e si raggiunge deviando dalla SS 126 verso Funtanamare.

Il contesto ambientale
La miniera si inserisce in un'ampia zona in vista del mare.

Descrizione
La concessione della miniera fu affidata alla Società di Montesanto nel 1859 e il progressivo ampliamento aggiunse altri fabbricati agli impianti indispensabili alla lavorazione del minerale (la laveria, la casseria e la fonderia).
Successivamente sorsero altre costruzioni, situate su livelli diversi in rapporto all'andamento del pendio di Punta Cortis, che si apre verso la vallata a mare con il faraglione calcareo del Pan di Zucchero. Questo fronteggia il torrino "medievale" di Porto Flavia, sicuramente uno tra gli edifici di servizio alle miniere più originali: porta il nome della figlia dell'ingegnere Cesare Vecelli e costituisce l'uscita della galleria realizzata tra il 1922 e il 1924 per facilitare il trasporto del minerale da caricare direttamente sulle navi tramite un pontile a sbalzo. È particolarmente suggestivo l'inserimento della costruzione nella roccia calcarea, apprezzabile naturalmente dal mare.
Sempre verso il mare sono gli impianti di arricchimento realizzati nel dopoguerra e la stazione di arrivo del minerale, presso il bacino degli sterili che ha profondamente alterato il paesaggio.
Masua è uno degli insediamenti più semplici, ma ha caratteristiche comuni del villaggio-tipo non pianificato e sviluppatosi in rapporto alle fortune imprenditoriali della società proprietaria della concessione. Ancora oggi conserva una serie di edifici adagiati in mezzo al verde su dislivelli protetti da massicciate di pietra. Nonostante la sobrietà della costruzione, la sede dell'amministrazione, collocata su un terrazzamento che le dà un ruolo di preminenza anche simbolico, spicca per il volume a due piani e il balcone centrale, che la distinguono rispetto alle altre case, e per il giardino, sistemato al livello inferiore.
Le altre costruzioni hanno prevalentemente carattere funzionale, senza concedere nulla ad aspetti decorativi.

Storia degli studi
Gli impianti minerari di Iglesias sono menzionati in diverse opere sull'archeologia industriale in Sardegna.

Bibliografia
S. Mezzolani-A. Simoncini, Sardegna da salvare. Paesaggi e architettura delle miniere, Nuoro, Archivio Fotografico Sardo, 1993, pp. 176-187;
F. Masala, "Gli insediamenti minerari. Forme, architetture, problemi", in Le città di fondazione in Sardegna, a cura di A. Lino, Cagliari, 1998, pp. 36-50.
Patrimonio culturale della Sardegna