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Olbia, tomba di giganti Su Monte de S'Ape

Olbia, tomba di giganti Su Monte de S'Ape Olbia, tomba di giganti Su Monte de S'Ape
Come arrivare
Da Olbia in direzione dell'aeroporto, all'incrocio con la statale per Nuoro-Cagliari si svolta a d. sulla SS 125 per Monti sino all'incrocio con la SP 24 Loiri Porto San Paolo. La strada si percorre sino a raggiungere una carrareccia con cartello che segnala un canile; si continua per km 2 fino al parcheggio dal quale si dipartono alcuni viottoli con fondo di ghiaia; si prende il vialetto di d. e, lasciando il castel Pedreso a s., si procede per un centinaio di metri sino a raggiungere l'area archeologica.

Il contesto ambientale
La tomba è situata in un pianoro, ai piedi della collina dove sorge il castel Pedreso, a pochi chilometri dal golfo di Olbia, in Gallura, regione della Sardegna nord-orientale.

Descrizione
La sepoltura, costruita in granito, è il prodotto della ristrutturazione di una più antica sepoltura a galleria (o"allée couverte"), secondo una consuetudine documentata in altri simili monumenti della Gallura.
È costituita da un corpo tombale absidato, che racchiude al suo interno una camera funeraria, preceduto dall'emiciclo dell'esedra.
Il corpo tombale, rivolto a SE, risulta il più lungo sinora scoperto nell'isola (lungh. m 28,30; largh. m 6,00; alt. m 1,10). Presenta il profilo esterno realizzato con massi appena sbozzati disposti su filari regolari.
Tra il paramento e le pareti del corridoio si sviluppano due strutture murarie parallele.
La camera funeraria (lungh. m 13,30; largh. m 0,80; alt. m 1,50), accessibile attraverso un breve corridoio, ha pareti costruite con lastroni ortostatici - ciò che resta della sepoltura più antica - sui quali poggiano blocchi di medie dimensioni disposti su filari regolari.
Il pavimento era in origine lastricato; della copertura a piattabanda si conservano oggi dieci lastroni.
L'esedra (corda m 21,50) è delimitata da ortostati alla base dei quali si sviluppa un bancone-sedile conservato soprattutto nell'ala s. dell'emiciclo.
Al centro svettava la stele centinata della quale purtroppo resta soltanto una parte del basamento, con resti del portello, non più in posto.
La tomba presenta diverse fasi costruttive e cronologiche: nel Bronzo antico (1800-1600 a.C.) fu realizzata la sepoltura a galleria; nel Bronzo medio (1600-1300 a.C.) la sepoltura fu inglobata in una nuova struttura, la vera e propria tomba di giganti, che fu utilizzata anche nel Bronzo tardo (1300-900 a.C.).

Storia degli scavi
La tomba è stata scavata nel 1968 da Editta Castaldi.

Bibliografia
A. Taramelli, "Fogli 181-182: Tempio Pausania, Terranova Pausania" in Edizione archeologica della carta d'Italia al 100.000, 17, Firenze, Istituto geografico militare, 1939, p. 55;
D. Panedda, L'agro di Olbia nel periodo preistorico, punico e romano, collana "Collana di studi storici", Roma, L'erma, 1954, pp. 107-109, fig. 18;
E. Castaldi, "Nuove osservazioni sulle tombe di giganti", in Bullettino di paletnologia italiana, XIX, 77, 1968, pp. 7-25, 40-61, 65-77, 79-89, figg. 1-10, 21-29;
A. Sanciu, "Tomba di giganti di Su Monte de S'Ape", in Olbia e il suo territorio. Storia e archeologia, Ozieri, Il torchietto, 1991, pp. 131-132, fig. 38;
M.A. Amicano-R. D'Oriano-A. Sanciu, Da Olbia a Terra Nova: itinerari storici, archeologici, monumentali, Olbia, Coop. Iolao, 2004, pp. 35-36.
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