Alghero, interno del teatro civico (1862)

Teatro

Il teatro in Sardegna

In Sardegna, verosimilmente fin dall'età nuragica, intorno a nuclei ancestrali di riti e di miti, gruppi di individui si riunirono in società, accomunati da tradizioni, legati da una lingua e radunati in un'area geografica comune.

Le origini e il Cinquecento

I santuari nuragici (Santa Cristina di Paulilatino, Santa Vittoria di Serri) sono esempi lampanti di una civiltà che doveva avere eletto la ritualità teatrale a fondamento sociale. Cortei drammatici, animati da canti dialogici, da danze corali e da gare ginnico-ludiche, dovevano svolgersi lungo l'andamento circolare degli ambienti, dietro la guida coreutica di re-sacerdoti.

Il Seicento

Nel '600, la vita culturale e teatrale si focalizza nelle città principali, dove si accentra il potere spagnolo che si concretizza anche mediante la consolidazione della cultura castigliana e l'importazione dalla madre patria delle novità teatrali. Ma ogni discorso sarebbe parziale se non si riconoscesse l'esistenza di un persistente e vitale patrimonio di tradizioni comuni agli abitanti dell'isola.

Il Settecento

Il Settecento in Sardegna è caratterizzato da una produzione in prosa e in musica, in sardo e in italiano e da allestimenti scenici effimeri all'aperto. L'esaltazione del principe, la glorificazione di momenti topici nel calendario civile e religioso sono occasioni celebrate attraverso ricostruzioni teatrali che, traslocate dagli spazi chiusi dei teatri, vengono integrate nel complesso urbano.

L'Ottocento

L'Ottocento, oltre che dal dramma sacro, è caratterizzato anche da una produzione teatrale profana, sia in prosa che in musica. I teatri erano a Cagliari nel 1750 il Teatro dell'Università, quindi, nel 1767, il Teatro Lasplassas o Regio, poi, nel 1831, Teatro Civico; quindi, il Carboni e il Nuovo Diurno che in seguito diventerà Cerruti e quindi Politeama Regina Margherita.

Il Novecento

Il Novecento mantiene in Sardegna le stesse tematiche proprie dell'Ottocento: continuano a entusiasmare i drammi storici, la tragedia, l'opera lirica ed il filone del teatro in sardo. Così i lavori di Pietro Camboni Alba e di Giovanni Giganti si focalizzano sulla storia dell'Isola; Oliviero Prunas e Lino Masala Lobina si riagganciano invece al teatro del grottesco.

Il teatro contemporaneo

È a far data dalla fine degli anni Cinquanta che trova origine l'attuale, straordinario fervore teatrale teso alla ricerca di una nuova drammaturgia sarda, attraverso una ripresa di coscienza del patrimonio di identità culturale. A Cagliari, Sassari e in altre parti dell'isola nascono e operano numerose compagnie teatrali.