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Arte nuragica

 
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Meana Sardo, nuraghe Nolza Meana Sardo, nuraghe Nolza
Ogni epoca ed ogni cultura si caratterizzano, tra le altre cose, per la propria capacità di elaborare peculiari espressioni di ciò che chiamiamo "arte". Ciò vale anche per la civiltà nuragica che seppe esprimere la propria identità anche attraverso la forma artistica.

Come già per l'età prenuragica, anche per età nuragica abbiamo una serie di prodotti di cultura materiale che testimoniano il manifestarsi di un articolato senso estetico. Tale senso estetico si espresse nella sua forma più semplice innanzi tutto sulle superfici delle produzioni vascolari ceramiche, manifestandosi in due modi: sia con la "presenza" (due esempi: la decorazione "metopale" e la decorazione "a pettine") sia con l'"assenza" di decorazione vascolare. Per "assenza" intendiamo proprio la totale mancanza di elementi decorativi che caratterizza diverse tipologie vascolari di età nuragica, soprattutto nelle fasi più antiche.

Non è, come potrebbe sembrare, inappropriato segnalare come pertinente alla dimensione estetica tale assenza: essa infatti manifesta chiaramente il gradimento da parte delle genti nuragiche di una scelta estetica che non teme di offrire alla percezione visiva la pura forma funzionale degli oggetti d'uso quotidiano e questa non è affatto un'evidenza banale dal punto di vista culturale.

La civiltà nuragica si espresse in campo architettonico con varie tipologie di edifici, fra le quali emergono il nuraghe, monumento-simbolo, il tempio, declinato in varie forme, e le tombe di giganti.

Passando alle produzioni artistiche in senso proprio, dobbiamo ricordare i manufatti ceramici (fra cui le "pintaderas"), le piccole sculture in bronzo (i "bronzetti") e la grande statuaria in pietra (i "giganti" di Monti Prama).
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