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Letteratura giudicale

Oristano, foglio di codice miniato del XIII secolo Oristano, foglio di codice miniato del XIII secolo
Scritti giuridici e prime prove letterarieIn mancanza di una letteratura colta in lingua sarda le opere che circolavano nel periodo giudicale nell'isola dovevano essere quelle in latino, o toscano, o catalano. La Sardegna conobbe nel Medioevo una sua storia particolare, ricca di caratteri originali.
Paliotto ligneo del XIII secolo (particolare del Cristo con libro)I più antichi documenti in lingua sarda Il Medioevo isolano ha lasciato una cospicua eredità di atti e documenti giuridici in sardo. La qualità e la quantità della produzione è tale da conferire alla Sardegna una posizione di assoluto vantaggio in confronto ad altre aree europee. Non era assolutamente normale, infatti, per l'Europa del tempo un uso così ampio e frequente del volgare in campo giuridico.
Trittico del Museo Sanna di Sassari (particolare), XV secoloI Condaghi Elaborati fra l'XI e il XIII secolo, sono fra le prime testimonianze del volgare sardo. Si tratta di manoscritti su pergamena, con documenti relativi a donazioni e a patrimoni di chiese o comunità religiose. In origine (periodo bizantino) erano registri patrimoniali redatti in forma di schede cucite l'una sull'altra e poi arrotolate intorno a un bastone (in greco kontakion, da cui condaghe).
Maestro di Castelsardo, Retablo di Tuili (particolare), 1500Letteratura religiosa Gli studiosi hanno ricostruito con fatica il ruolo della letteratura religiosa nel medioevo sardo. L'assoluta penuria di fonti ha reso difficoltoso documentare scientificamente una produzione che doveva essere certamente molto cospicua. Come nel resto della attività scrittoria, anche le opere di genere sacro erano informate del plurilinguismo che caratterizzava la cultura dell'isola.
Maestro di Sanluri, Retablo di Sant'Eligio (particolare), XVI secoloCatalano giuridico e letterario Con la conquista dell'isola da parte della Corona d'Aragona la Sardegna entra a far parte della compagine di regioni mediterranee nella quale il catalano è la lingua egemone. I nuovi conquistatori si preoccupano di diffondere il loro idioma a livello giuridico, introducendolo nella comunicazione istituzionale e come lingua veicolare del Parlamento del nuovo Regno di Sardegna.
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