Cagliari, basilica di S. Saturno (Wagner Max Leopold , 1905)

Fotografia

La fotografia in Sardegna

Oggi l'interesse nei confronti del materiale fotografico relativo alla Sardegna da parte di appassionati, studiosi, scuole e università, è ormai innegabile. L'immagine fotografica contiene, di fatto, una serie di informazioni oggettive di enorme valore e di importanza irrinunciabile per la conoscenza e lo studio del nostro passato e della nostra cultura.

Le origini della fotografia in Sardegna

A metà dell'800 la Sardegna, da tempo meta di studiosi ed esploratori, inizia a richiamare anche i pionieri della fotografia. La stampa locale dell'epoca mostrò subito grande attenzione nel documentare le vicende della nuova arte. In particolare l'Indicatore Sardo che il 13 luglio 1839, a pochi mesi dall'invenzione, pubblicò un articolo sul dagherrotipo.

L'Ottocento

Dopo un breve periodo di intensa sperimentazione, tra il 1860 e 1870, nei principali centri dell'isola furono avviati i primi laboratori fotografici, a opera di Agostino Lay Rodriguez e Giuseppe Luigi Cocco a Cagliari, e del francese Jean Mailland a Sassari. L'attività prevalente dei primi fotografi sardi consisteva nella ritrattistica in studio.

Il Novecento

Ai primi del Novecento la Sardegna, soprattutto dell'interno, si presentava sostanzialmente ancora intatta negli usi, nelle tradizioni e nella lingua, tutti aspetti che ormai ovunque erano stati uniformati o cancellati dalla modernità. L'isolamento, che in tanti settori ne aveva limitato lo sviluppo e la crescita, le aveva permesso di conservare schemi di vita arcaici, motivo di richiamo per studiosi.

I fotografi della Magnum

"Essere sul posto, esservi perché lo si è voluto" (Marc Riboud). "Un fotoreporter non è nulla se non possiede i propri negativi" (Robert Capa). Con questi presupposti Robert Capa, David Seymour (Chim), Henri Cartier Bresson, George Rodger, William e Rita Vandivert, nel maggio 1947 fondano a Parigi la Magnum Photos.