Osini, complesso di Serbissi

Archeologia nuragica

Il popolo dei nuraghi

Le indagini archeologiche rivolte allo studio della civiltà nuragica delimitano un ambito particolare non solo nella storia dell'archeologia sarda, ma anche, più in generale, nel quadro della cultura isolana.

La civiltà nuragica

Con questo nome si designa l'insieme di manifestazioni di cultura materiale prodotte in Sardegna a partire dalla fine del Bronzo antico, intrerpretabili come segno eloquente di un profondo mutamento culturale. Il nome ''civiltà nuragica'' vuole esprimere esplicitamente i due elementi che caratterizzano più di ogni altro tale cambiamento.

La metallurgia

L'estrazione e la lavorazione di metalli era una pratica già nota nell'Età del Rame, ma è nell'Età del Bronzo, proprio con l'affermarsi della civiltà nuragica, che la metallurgia acquisisce pienamente il valore di risorsa economica e culturale. I primi metalli estratti e lavorati in Sardegna furono il rame e il piombo. Sia il rame sia il piombo venivano trasportati e commercializzati in lingotti.

La ceramica nuragica

Anche in età nuragica la ceramica svolge un ruolo di primo piano nel quadro delle produzioni materiali. Sin dalla sua prima comparsa nel Neolitico, la produzione di vasellame ceramico si è sempre sviluppata in risposta alle esigenze suscitate dal sistema di vita regolato dal binomio agricoltura/allevamento.

I commerci con i Micenei

La civiltà nuragica è stata a lungo dipinta come una civiltà chiusa in se stessa, refrattaria ad ogni tipo di contatto culturale con il mondo esterno. Le evidenze archeologiche hanno dimostrato che le cose stavano in realtà diversamente. La civiltà nuragica infatti non doveva essere affatto isolata e chiusa, ma pienamente inserita nelle dinamiche di scambi commerciali e culturali.